16) Marx. Bisogna partire non dalla religione, ma dalla propriet
privata.
Nella sua polemica con la Sinistra hegeliana Marx ripercorre lo
stesso cammino di Rousseau nel suo rapporto con i philosophes
(Quaderno secondo/7, Introduzione a Rousseau). Per comprendere e
per cambiare bisogna partire dalla propriet privata, definita
l'espressione materiale e sensibile della vita umana estraniata.
Le realizzazioni spirituali dell'uomo, dalla religione al diritto,
all'arte e cos via, non sono che modi particolari della
produzione. L'estraniazione economica  la vera estraniazione. Il
comunismo si pone come una fase ulteriore nei confronti
dell'ateismo.
K. Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, Terzo
manoscritto (vedi manuale pagine 31-32).
Si vede facilmente la necessit che l'intero movimento
rivoluzionario trovi la propria base tanto empirica che teoretica
nel movimento della propriet privata, per l'appunto
dell'economia.
Questa propriet privata materiale, immediatamente sensibile, 
l'espressione materiale e sensibile della vita umana estraniata.
Il suo movimento - la produzione e il consumo -  la rivelazione
sensibile del movimento di tutta la produzione sino ad oggi, cio
della realizzazione o realt dell'uomo. La religione, la famiglia,
lo stato, il diritto, la morale, la scienza, l'arte, eccetera non
sono che modi particolari della produzione e cadono sotto la sua
legge universale. La soppressione positiva della propriet
privata, in quanto appropriazione della vita umana,  dunque la
soppressione positiva di ogni estraniazione, e quindi il ritorno
dell'uomo, dalla religione, dalla famiglia, dallo stato, eccetera
alla sua esistenza umana, cio sociale. L'estraniazione religiosa
come tale ha luogo soltanto nella sfera della coscienza [,]
dell'interiorit umana; invece l'estraniazione economica 
l'estraniazione della vita reale, onde la sua soppressione
abbraccia l'uno e l'altro lato. S'intende che nei diversi popoli
il primo inizio del movimento  diverso a seconda che la vita vera
e riconosciuta del popolo si svolga pi nella coscienza che nel
mondo esterno, sia pi ideale che reale. Il comunismo comincia
subito con l'ateismo (Owen), ma l'ateismo  ancora in principio
ben lungi dall'essere comunismo: quell'ateismo  ancora pi che
altro un'astrazione.
[...] si vede come la soluzione delle opposizioni teoretiche sia
possibile soltanto in maniera pratica, soltanto attraverso
l'energia pratica dell'uomo, e come questa soluzione non sia per
nulla soltanto un cmpito della conoscenza, ma sia anche un
cmpito reale della vita, che la filosofia non poteva adempiere,
proprio perch essa intendeva questo cmpito soltanto come un
cmpito teoretico.
K. Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, Einaudi,
Torino, 1949, pagine 122-123 e 130.
